La relazione tecnica sul ciclo produttivo di un autolavaggio è il documento che descrive in modo organico le attività svolte, le fasi di lavorazione e le risorse impiegate nell’impianto. Viene generalmente predisposta nell’ambito di pratiche amministrative e autorizzative, come l’apertura o la modifica dell’attività, la presentazione di una SCIA o la richiesta di titoli abilitativi presso gli enti competenti. Può essere richiesta anche per dimostrare la conformità dell’impianto sotto il profilo ambientale, igienico-sanitario e della sicurezza.
Una redazione corretta è importante perché consente di rappresentare fedelmente il funzionamento dell’autolavaggio e di verificare la gestione di acqua, detergenti, scarichi, rifiuti, attrezzature ed eventuali emissioni. La guida illustrerà come strutturare il documento, quali informazioni inserire, come descrivere il ciclo produttivo e quali aspetti tecnici e normativi considerare per predisporre una relazione chiara, completa e coerente con l’attività esercitata.
Come scrivere relazione tecnica ciclo produttivo autolavaggio
Una relazione tecnica descrittiva del ciclo produttivo di un autolavaggio è un documento destinato a rappresentare in modo chiaro e verificabile come si svolge l’attività, quali impianti vengono utilizzati, quali materie e sostanze entrano nel processo, quali scarichi o rifiuti si producono e quali misure vengono adottate per prevenire rischi e inconvenienti. Non è una semplice descrizione commerciale dell’autolavaggio, ma un elaborato tecnico che può essere allegato a una pratica amministrativa, edilizia, ambientale, sanitaria o di sicurezza, oppure utilizzato per fornire agli enti competenti un quadro completo dell’attività.
Il contenuto deve quindi essere adattato allo scopo concreto della relazione. La documentazione richiesta per l’avvio di un autolavaggio può variare in base al Comune, alla Regione, alla tipologia di impianto, alla localizzazione, alla presenza di scarichi idrici, alle modalità di gestione delle acque di lavaggio, alla potenzialità dell’attività e agli eventuali procedimenti ambientali o edilizi collegati. È opportuno verificare preventivamente presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive, gli uffici comunali competenti, il gestore del servizio idrico integrato e, quando necessario, gli enti ambientali territoriali quali ARPA o altri soggetti indicati dalla normativa locale. La relazione deve descrivere la situazione effettiva e non limitarsi a richiamare formule standard non corrispondenti all’impianto installato.
Nella parte iniziale devono essere identificati il soggetto che presenta la pratica e il titolare dell’attività. Per una persona fisica è normalmente opportuno indicare nome e cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza e recapiti. Per una società devono essere riportati denominazione o ragione sociale, codice fiscale e partita IVA, sede legale, dati del legale rappresentante e, se pertinente, numero di iscrizione al Registro delle imprese. Devono inoltre essere indicati l’ubicazione dell’autolavaggio, l’indirizzo completo, i dati catastali dell’area o dell’immobile quando richiesti e il titolo in base al quale il soggetto dispone dei locali o del terreno, come proprietà, locazione, comodato o altro titolo idoneo.
È utile chiarire fin dall’inizio l’oggetto della relazione, specificando se si tratta di una nuova attività, di una modifica, di un ampliamento, di una regolarizzazione documentale, di un trasferimento oppure della descrizione di un impianto già esistente. Occorre indicare anche la tipologia di autolavaggio, distinguendo, per quanto incide sul ciclo produttivo, tra lavaggio manuale, lavaggio self-service, impianto automatico a portale, tunnel di lavaggio, lavaggio con addetti, servizio di aspirazione interna, pulizia di tappezzerie, lucidatura, lavaggio di motocicli, autocarri o altri veicoli. Se sono previste contemporaneamente più modalità, ciascuna deve essere descritta separatamente.
La relazione dovrebbe poi illustrare l’area e gli spazi utilizzati. È necessario descrivere la superficie complessiva, le aree destinate all’ingresso e all’uscita dei veicoli, le piste o piazzole di lavaggio, i locali tecnici, il deposito dei prodotti, le eventuali aree di asciugatura, aspirazione e rifinitura, gli spazi per il personale, i servizi igienici e le zone destinate alla raccolta dei rifiuti. La descrizione deve consentire di comprendere il percorso dei veicoli e il flusso delle acque, evitando sovrapposizioni tra aree pulite, aree di lavaggio, aree di deposito e zone nelle quali possono verificarsi sversamenti.
Quando la relazione è collegata a una pratica edilizia o urbanistica, è importante indicare la destinazione d’uso dell’area o dell’immobile, la situazione degli edifici esistenti, le opere eventualmente da realizzare e il rapporto tra impianto e manufatti presenti. In questa parte non va affermata in modo assoluto la conformità urbanistica se non è stata verificata dal tecnico competente. È preferibile precisare che la verifica urbanistica ed edilizia è effettuata sulla base degli strumenti vigenti e degli atti disponibili, riportando gli estremi dei titoli abilitativi o delle pratiche edilizie eventualmente esistenti.
La descrizione del ciclo produttivo deve essere concreta e ordinata secondo la sequenza reale delle operazioni. Occorre spiegare come il veicolo accede all’impianto, come viene posizionato, quali operazioni preliminari vengono eseguite, in che modo avviene il lavaggio, come sono effettuate la risciacquatura e l’asciugatura e quali controlli vengono compiuti prima della riconsegna del veicolo. Per un impianto self-service è necessario descrivere il funzionamento delle singole piste, i programmi selezionabili dall’utente, l’erogazione temporizzata dell’acqua e dei prodotti e le modalità di pagamento. Per un impianto automatico devono essere indicati il posizionamento del veicolo, il sistema di movimentazione, le spazzole o gli altri dispositivi di lavaggio, gli ugelli, i dosatori, i sistemi di asciugatura e i dispositivi di arresto.
La relazione deve precisare se l’attività è svolta interamente all’interno dell’area dell’autolavaggio o se alcune operazioni, come la pulizia degli interni, la lucidatura o il trattamento dei tappeti, avvengono in spazi specifici. È opportuno indicare i tempi medi del ciclo, il numero massimo di veicoli trattabili contemporaneamente e la capacità produttiva stimata nell’arco della giornata o dell’ora di punta. Tali dati devono essere realistici e coerenti con il numero di piste, la potenza degli impianti, la disponibilità d’acqua, l’organizzazione del personale e gli orari di apertura.
Un passaggio essenziale riguarda i consumi idrici. Devono essere indicate, ove disponibili, la fonte di approvvigionamento, la presenza di un allacciamento all’acquedotto o di altre fonti autorizzate, la portata disponibile, il consumo medio per singolo lavaggio e il consumo complessivo stimato. Se l’impianto utilizza un sistema di recupero e ricircolo, la relazione deve descriverne il funzionamento, specificando quali acque vengono raccolte, quali trattamenti subiscono, in quali fasi vengono riutilizzate e se è comunque previsto un reintegro di acqua pulita. È importante non confondere il recupero dell’acqua con l’assenza totale di scarichi: l’eventuale eccedenza, il lavaggio dei filtri, lo spurgo o le acque non riutilizzabili devono essere considerati nel sistema di gestione.
La parte relativa alle acque reflue deve distinguere le diverse tipologie di acque presenti nell’area. Le acque di lavaggio possono contenere detergenti, tensioattivi, oli, grassi, residui di sporco e particelle solide; le acque meteoriche possono invece interessare superfici esterne esposte agli agenti atmosferici; le acque dei servizi igienici hanno natura diversa ancora. La relazione deve descrivere la separazione delle reti, le pendenze delle pavimentazioni, le canalette di raccolta, i pozzetti, le griglie, i dissabbiatori, i separatori di oli o altri sistemi di trattamento, indicando il percorso fino al punto di scarico o di raccolta.
Non è corretto dichiarare genericamente che lo scarico è “a norma” senza indicare dove confluisce e sulla base di quale titolo o autorizzazione. Occorre specificare, secondo il caso concreto, se le acque vengono scaricate nella pubblica fognatura, in un corpo idrico superficiale, sul suolo, in un sistema di trattamento e smaltimento autorizzato o se vengono raccolte e conferite a soggetti abilitati. La necessità di un’autorizzazione allo scarico, di un nulla osta, di un allacciamento autorizzato o di ulteriori adempimenti dipende dalla tipologia di refluo, dal recapito, dalla disciplina regionale e dalle regole del gestore. Se l’autorizzazione non è ancora stata ottenuta, la relazione deve dichiararlo correttamente, indicando eventualmente che la relativa pratica è in corso, senza presentare come già autorizzata una situazione ancora da definire.
Devono essere descritti anche gli impianti e le apparecchiature principali. Per ciascuna macchina è utile riportare la funzione, la casa costruttrice e il modello quando disponibili, la potenza installata, l’alimentazione, la capacità o la portata e i principali dispositivi di sicurezza. Possono rientrare in questa descrizione il portale automatico, il tunnel, le pompe ad alta pressione, i compressori, gli aspiratori, gli impianti di osmosi o addolcimento, i sistemi di dosaggio, i filtri, i serbatoi, gli impianti di recupero delle acque, i separatori, gli asciugatori e i distributori automatici. Non è necessario inserire dati tecnici irrilevanti, ma devono essere presenti quelli utili a comprendere il funzionamento dell’attività e a valutare consumi, scarichi, rumore e sicurezza.
Per i prodotti chimici è opportuno indicare la categoria e la funzione, come detergenti, shampoo, cere, sgrassanti, brillantanti, sanificanti o prodotti per il trattamento delle superfici. Quando necessario, si possono riportare denominazione commerciale, quantità massime stoccate, modalità di dosaggio e caratteristiche di pericolosità desunte dalle schede di sicurezza. La relazione deve spiegare che i prodotti sono conservati in contenitori integri, etichettati e protetti da urti, calore, agenti atmosferici e sversamenti, con eventuali sistemi di contenimento adeguati. Le schede di sicurezza non devono essere sostituite da descrizioni generiche e vanno rese disponibili secondo le modalità applicabili all’attività.
Il deposito dei prodotti deve essere descritto con particolare attenzione quando sono presenti sostanze pericolose o potenzialmente inquinanti. Devono essere indicate la posizione del locale o dell’area, la pavimentazione, la presenza di vasche o bacini di contenimento, le modalità di movimentazione e le misure previste in caso di perdita accidentale. È opportuno precisare che i prodotti non vengono travasati in contenitori privi di etichettatura e che gli addetti ricevono istruzioni sulle modalità di utilizzo e sulle procedure di emergenza. Le misure effettive devono però corrispondere a quanto realmente installato.
La gestione dei rifiuti costituisce un’altra parte importante della relazione. Devono essere individuati i principali residui prodotti dal ciclo, come fanghi e materiali trattenuti dai sistemi di separazione, filtri esausti, contenitori vuoti contaminati, stracci o materiali assorbenti, imballaggi, rifiuti derivanti dalla manutenzione e altri rifiuti eventualmente generati dalle attività accessorie. La classificazione e il codice del rifiuto devono essere indicati solo quando verificati sulla base della concreta composizione e delle modalità di produzione. Non è opportuno attribuire codici EER in modo automatico senza una valutazione tecnica. La relazione dovrebbe comunque chiarire che i rifiuti sono raccolti separatamente, depositati in condizioni idonee e conferiti tramite operatori autorizzati, secondo gli adempimenti applicabili.
Se l’attività genera rumore per effetto di pompe, aspiratori, compressori, impianti automatici o traffico veicolare, la relazione deve indicare le principali sorgenti sonore, gli orari di funzionamento, la distanza dai ricettori sensibili e le eventuali misure di contenimento. La necessità di una valutazione previsionale o di una relazione di impatto acustico dipende dalle caratteristiche dell’impianto e dalle disposizioni comunali e regionali. Anche in questo caso è preferibile distinguere tra la descrizione tecnica dell’impatto e l’effettivo possesso di una valutazione o autorizzazione, che deve essere richiamata con i relativi estremi solo se disponibile.
Devono essere considerate anche le emissioni diverse dagli scarichi idrici. In un normale autolavaggio non sempre sono presenti emissioni in atmosfera soggette a specifici titoli, ma possono esistere impianti di combustione, generatori, caldaie, sistemi di nebulizzazione, prodotti volatili o altre lavorazioni che richiedono una verifica. La relazione non dovrebbe affermare in modo assoluto che “non vi sono emissioni” quando sono semplicemente assenti emissioni significative derivanti dal lavaggio. È più corretto descrivere le apparecchiature installate e dichiarare, sulla base della valutazione tecnica effettuata, se risultano o meno condizioni che rendono necessario uno specifico adempimento.
La sicurezza dei lavoratori e degli utenti deve essere trattata in rapporto al concreto funzionamento dell’impianto. Occorre descrivere la segnaletica, la delimitazione delle aree, i dispositivi di arresto di emergenza, la protezione dalle parti mobili, le procedure per impedire l’accesso alle zone pericolose durante il funzionamento automatico, la gestione delle superfici bagnate e scivolose, l’illuminazione e le modalità di assistenza agli utenti. Per il personale devono essere considerate la formazione, i dispositivi di protezione individuale, la movimentazione dei prodotti, il rischio chimico, il rischio elettrico e le attività di manutenzione. Gli obblighi specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro dipendono dalla presenza di dipendenti o collaboratori e dall’organizzazione concreta dell’impresa; la relazione tecnica non sostituisce la valutazione dei rischi prevista dalla disciplina applicabile.
Quando l’autolavaggio è aperto al pubblico, è utile descrivere le modalità di accesso e di uscita, la gestione delle code, la visibilità della segnaletica e le misure adottate per evitare che i veicoli si fermino in posizioni pericolose o interferiscano con la viabilità esterna. Se l’impianto si trova vicino a strade pubbliche, incroci, marciapiedi o aree residenziali, possono essere necessari ulteriori accertamenti relativi agli accessi carrabili, alla circolazione interna e alla sicurezza stradale. Tali aspetti devono essere collegati alla planimetria e non descritti in modo astratto.
La relazione dovrebbe indicare gli orari di funzionamento, il numero di addetti, la presenza di presidio durante l’apertura e le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Per gli impianti automatici o self-service è particolarmente importante spiegare come vengono gestiti i guasti, il blocco dell’erogazione, l’interruzione dell’alimentazione elettrica, gli sversamenti, l’incendio e le richieste di assistenza. Le procedure possono essere richiamate in forma sintetica, rinviando a manuali operativi o documenti aziendali allegati quando esistono.
La rappresentazione planimetrica è spesso essenziale per rendere verificabile la relazione. La planimetria dovrebbe mostrare l’area, i fabbricati, le piste di lavaggio, le apparecchiature principali, i serbatoi, i locali tecnici, i punti di approvvigionamento idrico, le canalizzazioni, i pozzetti, i sistemi di trattamento, i punti di scarico, i depositi dei prodotti e le aree di raccolta dei rifiuti. È opportuno utilizzare una legenda chiara e mantenere coerenza tra i nomi utilizzati nella planimetria e quelli presenti nel testo. Quando rilevanti, possono essere allegati anche lo schema del ciclo delle acque, le schede tecniche, le schede di sicurezza, i certificati degli impianti, le autorizzazioni esistenti, le dichiarazioni di conformità e la documentazione relativa alla manutenzione.
Le dichiarazioni contenute nella relazione devono essere formulate con prudenza e precisione. È possibile dichiarare che le opere e gli impianti sono stati realizzati o saranno realizzati secondo la documentazione tecnica disponibile, che le acque saranno convogliate secondo lo schema indicato, che i prodotti saranno gestiti in condizioni idonee e che l’attività sarà esercitata nel rispetto dei titoli necessari. Non è invece corretto dichiarare genericamente il rispetto di “tutte le norme vigenti” se non sono state svolte le verifiche pertinenti. Quando un requisito dipende da un’autorizzazione ancora da ottenere, è necessario indicarlo come condizione, presupposto o adempimento successivo, senza confonderlo con una conformità già accertata.
La parte conclusiva deve riepilogare in modo sintetico il funzionamento dell’autolavaggio e collegare la descrizione agli obiettivi della pratica. Si può specificare che il ciclo produttivo è stato illustrato con riferimento agli impianti effettivamente presenti, che le acque, i prodotti e i rifiuti sono gestiti secondo le modalità descritte e che gli eventuali titoli autorizzativi o adempimenti ulteriori sono quelli individuati in relazione al sito e alla tipologia di attività. Se la relazione viene predisposta per una domanda o una segnalazione, la conclusione può richiamare la richiesta di presa d’atto, valutazione o autorizzazione, ma solo se tale richiesta corrisponde al procedimento concretamente avviato.
La data deve essere completa e riferita al momento di sottoscrizione del documento, preferibilmente con l’indicazione del luogo e del giorno, mese e anno. La firma deve essere apposta dal titolare o dal legale rappresentante quando la relazione è resa dall’impresa, oppure dal tecnico incaricato quando il documento è una relazione professionale sottoscritta sotto la propria responsabilità. Se sono richieste asseverazioni, timbri professionali o firme digitali, ciò dipende dal procedimento e dalle istruzioni dell’ente destinatario. Il tecnico non dovrebbe sottoscrivere dichiarazioni che riguardano fatti non verificati direttamente o documenti mai esaminati; allo stesso modo, il titolare deve sottoscrivere le dichiarazioni di propria competenza quando richiesto.
Gli errori più frequenti consistono nel descrivere un generico autolavaggio senza riferirsi all’impianto concreto, omettere il percorso delle acque, non distinguere tra acqua di rete, acqua riciclata e refluo, indicare scarichi privi di recapito definito, dimenticare i prodotti chimici e i rifiuti, riportare dati di consumo non plausibili o copiare formule relative a impianti diversi. È inoltre rischioso usare espressioni come “impianto completamente a ciclo chiuso”, “nessun impatto ambientale” o “attività esente da autorizzazioni” senza una verifica tecnica e amministrativa. La relazione è più efficace quando indica con chiarezza ciò che esiste, ciò che è previsto, ciò che è già autorizzato e ciò che deve ancora essere verificato o autorizzato.
Modello relazione tecnica ciclo produttivo autolavaggio
RELAZIONE TECNICA DEL CICLO PRODUTTIVO
AUTOLAVAGGIO
Oggetto: Relazione tecnica descrittiva del ciclo produttivo e delle caratteristiche tecnico-operative dell’attività di autolavaggio
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1. DATI GENERALI DELL’ATTIVITÀ
Titolare / Denominazione dell’impresa:
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Forma giuridica:
____
Codice fiscale:
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Partita IVA:
____
Sede legale:
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Numero di iscrizione al Registro delle Imprese:
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PEC:
____
Telefono:
____
E-mail:
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Legale rappresentante:
____
Codice fiscale del legale rappresentante:
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Qualifica del legale rappresentante:
____
Sede dell’attività:
____
Indirizzo completo dell’insediamento produttivo:
____
Comune:
____
Provincia:
____
CAP:
____
Dati catastali dell’area o dell’immobile:
Foglio __ Particella __ Subalterno __
Destinazione urbanistica dell’area:
____
Titolo di disponibilità dell’immobile o dell’area:
____
Superficie complessiva dell’area:
____
Superficie coperta:
____
Superficie scoperta pavimentata:
____
Superficie destinata alle operazioni di lavaggio:
____
Superficie destinata alle operazioni di asciugatura e finitura:
____
Superficie destinata ai servizi accessori:
____
Superficie destinata a locali tecnici e deposito:
____
Orari ordinari di apertura al pubblico:
____
Numero massimo previsto di addetti:
____
Numero medio previsto di addetti per turno:
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Giorni di apertura settimanale:
____
Periodo di eventuale apertura stagionale:
____
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2. SOGGETTO INCARICATO DELLA REDAZIONE
Tecnico incaricato:
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Qualifica professionale:
____
Ordine o Collegio professionale di appartenenza:
____
Numero di iscrizione:
____
Codice fiscale:
____
Partita IVA:
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Studio professionale:
____
Indirizzo dello studio:
____
Telefono:
____
E-mail:
____
PEC:
____
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3. FINALITÀ DELLA RELAZIONE
La presente relazione tecnica è redatta su incarico di:
Committente:
____
e ha lo scopo di descrivere:
- l’ubicazione e le caratteristiche dell’insediamento;
- l’organizzazione generale dell’attività di autolavaggio;
- il ciclo produttivo e le singole fasi operative;
- le attrezzature e gli impianti utilizzati;
- i consumi idrici ed energetici previsti;
- il sistema di raccolta, trattamento e gestione delle acque reflue;
- le modalità di stoccaggio e utilizzo dei prodotti chimici;
- la gestione dei rifiuti prodotti;
- le eventuali emissioni in atmosfera;
- le eventuali emissioni sonore;
- le misure adottate per la sicurezza degli operatori e degli utenti;
- gli eventuali adempimenti amministrativi, ambientali, sanitari e di prevenzione incendi connessi all’attività.
La relazione è predisposta per il seguente procedimento:
____
Ente destinatario:
____Numero o riferimento della pratica, ove disponibile:
____—
4. DESCRIZIONE GENERALE DELL’ATTIVITÀ
L’attività oggetto della presente relazione consiste nell’erogazione di servizi di lavaggio, pulizia, asciugatura e trattamento estetico di autoveicoli e di eventuali altri veicoli ammessi dalla specifica organizzazione aziendale.
L’attività sarà svolta con modalità:
[ ] manuale
[ ] self-service
[ ] automatizzata
[ ] mista
[ ] a domicilio
[ ] altra modalità: ____I servizi offerti comprenderanno, in funzione dell’organizzazione effettivamente adottata:
[ ] lavaggio esterno manuale;
[ ] lavaggio esterno mediante impianto automatico;
[ ] lavaggio con idropulitrice;
[ ] lavaggio con sistemi self-service;
[ ] prelavaggio;
[ ] applicazione di detergenti e schiume;
[ ] risciacquo;
[ ] risciacquo con acqua osmotizzata o demineralizzata;
[ ] ceratura o applicazione di prodotti protettivi;
[ ] asciugatura manuale;
[ ] asciugatura mediante apparecchiature ad aria;
[ ] aspirazione degli interni;
[ ] pulizia e igienizzazione degli interni;
[ ] pulizia dei tappetini;
[ ] lucidatura;
[ ] trattamento specifico di carrozzerie, plastiche o pneumatici;
[ ] sanificazione;
[ ] altri servizi: _____
Non saranno effettuate lavorazioni di riparazione meccanica, carrozzeria, verniciatura, sostituzione di oli o altri interventi diversi da quelli espressamente indicati nella presente relazione, salvo specifica integrazione della documentazione tecnica e amministrativa.
Eventuali attività aggiuntive:
____—
5. INQUADRAMENTO URBANISTICO E LOCALIZZAZIONE
L’insediamento produttivo è ubicato in:
____
L’area risulta classificata dagli strumenti urbanistici vigenti come:
____
Strumento urbanistico di riferimento:
____Zonizzazione urbanistica:
____Destinazione d’uso dell’immobile o dell’area:
____Titolo edilizio o autorizzativo di riferimento:
____Numero e data del titolo edilizio:
____Eventuali vincoli urbanistici, paesaggistici, ambientali, idrogeologici o archeologici:
____Distanza da abitazioni, ricettori sensibili o altri insediamenti potenzialmente esposti:
____Viabilità di accesso all’attività:
____Modalità di ingresso e uscita dei veicoli:
____Numero massimo di veicoli presenti contemporaneamente nell’area:
____—
6. DESCRIZIONE DEGLI SPAZI E DELLE AREE FUNZIONALI
L’insediamento è articolato nei seguenti spazi funzionali:
6.1 Area di ingresso e accettazione
Superficie:
____Funzione:
____Modalità di regolazione degli accessi:
____6.2 Area di attesa
Superficie:
____Numero massimo di veicoli ospitabili:
____Modalità di gestione delle code e della circolazione interna:
____6.3 Area di prelavaggio
Superficie:
____Pavimentazione:
____Sistema di raccolta delle acque:
____6.4 Area di lavaggio
Superficie:
____Numero di postazioni:
____Tipologia di lavaggio:
____Pavimentazione e caratteristiche di impermeabilizzazione:
____6.5 Area di risciacquo
Superficie:
____Sistema di raccolta e convogliamento:
____6.6 Area di asciugatura e finitura
Superficie:
____Modalità di asciugatura:
____Presenza di apparecchiature ad aria:
____6.7 Area di aspirazione e pulizia interna
Superficie:
____Numero di postazioni:
____Modalità di raccolta dei rifiuti derivanti dalla pulizia:
____6.8 Locale tecnico
Superficie:
____Funzione e apparecchiature installate:
____6.9 Locale o area di deposito dei prodotti
Superficie:
____Modalità di stoccaggio:
____6.10 Servizi igienici e spogliatoi
Numero di servizi igienici:
____Presenza di spogliatoio:
____Presenza di locale destinato al personale:
____6.11 Altre aree
Descrizione:
____—
7. LAYOUT E ORGANIZZAZIONE DEI FLUSSI
L’organizzazione dell’insediamento è finalizzata a garantire la separazione, per quanto tecnicamente possibile, dei seguenti flussi:
- ingresso e uscita dei veicoli;
- veicoli in attesa;
- veicoli sottoposti a lavaggio;
- veicoli sottoposti ad asciugatura e finitura;
- acque di processo;
- acque meteoriche;
- prodotti chimici;
- rifiuti;
- personale addetto;
- utenti e pubblico.
Descrizione dei flussi interni:
____Modalità di separazione tra aree operative e aree accessibili al pubblico:
____Presenza di segnaletica orizzontale e verticale:
____Presenza di barriere, delimitazioni o sistemi di protezione:
____Elaborato grafico allegato:
____—
8. DESCRIZIONE DEL CICLO PRODUTTIVO
Il ciclo produttivo dell’attività si articola nelle fasi di seguito descritte.
8.1 Accettazione del veicolo
Il veicolo viene immesso nell’area dell’attività secondo le modalità organizzative previste. L’operatore, ove presente, verifica il servizio richiesto e indirizza il veicolo verso la specifica area di lavorazione.
Modalità operative:
____Presenza di operatore addetto all’accettazione:
____Sistema di prenotazione o pagamento:
____8.2 Preparazione e posizionamento
Il veicolo viene posizionato nella postazione assegnata, nel rispetto delle indicazioni presenti nell’area di lavaggio e delle condizioni di sicurezza previste.
Modalità di posizionamento:
____Misure adottate per impedire l’accesso alle aree pericolose:
____8.3 Prelavaggio
Il prelavaggio consiste nella rimozione preliminare dello sporco mediante acqua, detergenti o altri prodotti specifici.
Modalità di esecuzione:
____Apparecchiature utilizzate:
____Prodotti impiegati:
____Consumo medio di acqua per veicolo:
____8.4 Applicazione di detergenti o schiume
I detergenti vengono applicati mediante:
[ ] nebulizzazione
[ ] lancia manuale
[ ] sistema automatico
[ ] sistema self-service
[ ] altra modalità: ____Prodotti utilizzati:
____Modalità di dosaggio:
____Presenza di sistemi automatici di dosaggio:
____8.5 Lavaggio
Il lavaggio viene effettuato mediante:
[ ] spazzole manuali
[ ] spazzole automatiche
[ ] lance ad alta pressione
[ ] portali automatici
[ ] tunnel di lavaggio
[ ] sistema self-service
[ ] altra modalità: ____Descrizione della fase:
____Durata media del ciclo:
____Numero massimo di cicli giornalieri previsto:
____8.6 Risciacquo
Il risciacquo viene effettuato con acqua di rete, acqua recuperata, acqua trattata o mediante altra modalità tecnica.
Fonte dell’acqua utilizzata:
____Modalità di erogazione:
____Eventuale trattamento dell’acqua:
____8.7 Applicazione di cere, protettivi o prodotti di finitura
Tipologia di prodotti:
____Modalità di applicazione:
____Quantità media utilizzata per veicolo:
____8.8 Asciugatura
L’asciugatura viene effettuata mediante:
[ ] asciugatura manuale
[ ] aria compressa
[ ] ventilatori
[ ] sistemi automatici
[ ] panni o materiali assorbenti
[ ] altra modalità: ____Descrizione della fase:
____Eventuali emissioni sonore associate:
____8.9 Pulizia e aspirazione degli interni
Le operazioni di pulizia degli interni comprendono:
[ ] aspirazione
[ ] spolveratura
[ ] lavaggio dei tappetini
[ ] igienizzazione
[ ] trattamento delle superfici interne
[ ] deodorazione
[ ] altra attività: ____Apparecchiature utilizzate:
____Gestione dei residui raccolti:
____8.10 Controllo finale e consegna
Al termine del ciclo il veicolo viene sottoposto a controllo visivo e riconsegnato al cliente secondo le modalità organizzative aziendali.
Modalità di controllo finale:
____Modalità di uscita dall’insediamento:
____—
9. SCHEMA SINTETICO DEL CICLO PRODUTTIVO
| Fase | Descrizione | Attrezzature utilizzate | Materiali o prodotti impiegati | Acque o residui prodotti |
|—|—|—|—|—|
| Accettazione | ____ | ____ | ____ | ____ |
| Prelavaggio | ____ | ____ | ____ | ____ |
| Lavaggio | ____ | ____ | ____ | ____ |
| Risciacquo | ____ | ____ | ____ | ____ |
| Finitura | ____ | ____ | ____ | ____ |
| Asciugatura | ____ | ____ | ____ | ____ |
| Pulizia interna | ____ | ____ | ____ | ____ |
| Consegna | ____ | ____ | ____ | ____ |—
10. CAPACITÀ PRODUTTIVA
Numero massimo di veicoli lavabili contemporaneamente:
____Numero massimo di veicoli trattabili nell’ora:
____Numero massimo di veicoli trattabili nella giornata:
____Numero medio di veicoli trattabili nella giornata:
____Numero previsto di giornate lavorative annue:
____Capacità produttiva annua stimata:
____Criterio utilizzato per la stima della capacità produttiva:
____—
11. ELENCO DEGLI IMPIANTI E DELLE ATTREZZATURE
| N. | Impianto o attrezzatura | Marca e modello | Potenza | Quantità | Funzione |
|—|—|—|—|—|—|
| 1 | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| 2 | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| 3 | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| 4 | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| 5 | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| 6 | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| 7 | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| 8 | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |Potenza elettrica complessiva installata:
____Alimentazione elettrica disponibile:
____Alimentazione idrica disponibile:
____Alimentazione di aria compressa:
____Alimentazione a gas o altro combustibile:
____Presenza di serbatoi, compressori o apparecchiature in pressione:
____Modalità di manutenzione degli impianti:
____Periodicità delle manutenzioni:
____Ditta o soggetto incaricato della manutenzione:
____—
12. APPROVVIGIONAMENTO E CONSUMO DELL’ACQUA
Fonte di approvvigionamento idrico:
[ ] acquedotto pubblico
[ ] pozzo privato
[ ] altra fonte: _____Estremi dell’eventuale autorizzazione al prelievo:
____Contatore dedicato:
____Consumo idrico medio giornaliero:
____Consumo idrico massimo giornaliero:
____Consumo idrico medio annuo:
____Consumo medio per veicolo:
____Sistemi di riduzione dei consumi:
____Sistemi di recupero e riutilizzo dell’acqua:
____Percentuale stimata di recupero dell’acqua:
____Modalità di reintegro dell’acqua nel circuito:
____—
13. TRATTAMENTO E RIUTILIZZO DELL’ACQUA
L’impianto di trattamento delle acque eventualmente presente è costituito dai seguenti elementi:
[ ] griglia di raccolta
[ ] dissabbiatore
[ ] disoleatore
[ ] vasca di sedimentazione
[ ] vasca di accumulo
[ ] filtro a cartucce
[ ] filtro a sabbia
[ ] filtro a carboni attivi
[ ] impianto ad osmosi inversa
[ ] impianto di addolcimento
[ ] sistema di disinfezione
[ ] altro: __Descrizione del sistema di trattamento:
____Capacità delle vasche:
____Materiale costruttivo delle vasche:
____Modalità di accesso e manutenzione:
____Frequenza di rimozione dei sedimenti:
____Gestione dei fanghi e dei residui di trattamento:
____Modalità di controllo del sistema:
____—
14. GESTIONE DELLE ACQUE REFLUE
Le acque generate dall’attività sono costituite principalmente da:
- acque derivanti dal lavaggio dei veicoli;
- acque contenenti detergenti e prodotti di finitura;
- acque derivanti dal risciacquo;
- eventuali acque provenienti dalla pulizia delle aree operative;
- eventuali acque reflue domestiche provenienti dai servizi igienici.
Modalità di separazione delle acque reflue dalle acque meteoriche:
____Tipologia di rete fognaria interna:
____Sistema di raccolta delle acque di lavaggio:
____Punti di raccolta presenti:
____Pendenza delle pavimentazioni verso i punti di raccolta:
____Presenza di griglie o caditoie:
____Presenza di pozzetti di ispezione:
____Presenza di pozzetto di campionamento:
____Recapito finale delle acque reflue:
____Gestore del servizio idrico o fognario:
____Titolo autorizzativo allo scarico:
____Numero e data dell’autorizzazione allo scarico:
____Portata media dello scarico:
____Portata massima dello scarico:
____Periodicità dello scarico:
____Eventuali analisi di caratterizzazione delle acque:
____Modalità di gestione in caso di sversamento accidentale:
____—
15. ACQUE METEORICHE
Superficie interessata dalle acque meteoriche:
____Modalità di raccolta delle acque meteoriche:
____Separazione tra acque meteoriche e acque di processo:
____Presenza di aree scoperte soggette a contaminazione:
____Eventuale trattamento delle acque di prima pioggia:
____Modalità di gestione delle acque di prima pioggia:
____Titolo autorizzativo eventualmente necessario:
____—
16. PRODOTTI CHIMICI UTILIZZATI
| Prodotto | Utilizzo | Quantità media utilizzata | Modalità di dosaggio | Modalità di stoccaggio |
|—|—|—|—|—|
| ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |Quantità complessiva media di prodotti chimici presenti in deposito:
____Modalità di consegna e ricezione dei prodotti:
____Presenza delle schede di dati di sicurezza:
____Modalità di consultazione delle schede di sicurezza:
____Presenza di vasche o sistemi di contenimento:
____Modalità di gestione dei contenitori vuoti:
____Modalità di gestione di eventuali prodotti scaduti o non conformi:
____Dispositivi di protezione individuale utilizzati durante la manipolazione:
____—
17. CONSUMI ENERGETICI
Fonte principale di energia:
____Consumo elettrico medio mensile:
____Consumo elettrico medio annuo:
____Potenza impegnata:
____Presenza di impianto fotovoltaico o altra fonte rinnovabile:
____Potenza dell’eventuale impianto da fonte rinnovabile:
____Consumo di gas o altro combustibile:
____Misure di contenimento dei consumi energetici:
____—
18. EMISSIONI IN ATMOSFERA
Le attività di lavaggio e pulizia dei veicoli non prevedono, salvo diversa indicazione, processi di combustione, verniciatura o lavorazioni tali da determinare emissioni convogliate significative.
Eventuali sorgenti di emissione presenti:
____Tipologia di emissione:
____Punto o punti di emissione:
____Altezza e caratteristiche dei camini o condotti:
____Impianti di aspirazione o abbattimento:
____Autorizzazione alle emissioni eventualmente necessaria:
____Numero e data dell’autorizzazione:
____Eventuali emissioni diffuse derivanti dall’utilizzo di prodotti:
____Misure adottate per limitare le emissioni:
____—
19. EMISSIONI SONORE
Le principali sorgenti sonore dell’attività possono essere costituite da:
- impianti di lavaggio;
- idropulitrici;
- compressori;
- aspiratori;
- ventilatori e sistemi di asciugatura;
- pompe;
- impianti di trattamento dell’acqua;
- transito e movimentazione dei veicoli;
- altre apparecchiature.
Descrizione delle sorgenti sonore:
____Orari di funzionamento delle sorgenti sonore:
____Ricettori potenzialmente esposti:
____Classe acustica dell’area:
____Valutazione di impatto acustico:
____Tecnico incaricato della valutazione acustica:
____Misure di contenimento del rumore:
____Presenza di cabine, schermature o barriere acustiche:
____Eventuali autorizzazioni o prescrizioni:
____—
20. GESTIONE DEI RIFIUTI
I rifiuti prodotti dall’attività possono derivare dalle operazioni di manutenzione, dalla pulizia dei veicoli, dalla gestione dei prodotti chimici, dai sistemi di trattamento delle acque e dalle attività accessorie.
| Tipologia di rifiuto | Codice EER | Stato fisico | Quantità stimata | Deposito temporaneo | Destinatario |
|—|—|—|—|—|—|
| ____ | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| ____ | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| ____ | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| ____ | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |
| ____ | ____ | ____ | ____ | ____ | ____ |Modalità di raccolta dei rifiuti:
____Modalità di deposito temporaneo:
____Caratteristiche dell’area di deposito:
____Presenza di contenitori a tenuta:
____Presenza di sistemi di protezione dagli agenti atmosferici:
____Frequenza di conferimento:
____Trasportatore incaricato:
____Impianto di destinazione:
____Documentazione utilizzata per la gestione dei rifiuti:
____—
21. PREVENZIONE DEGLI SVERSAMENTI ACCIDENTALI
Per prevenire e gestire eventuali sversamenti di detergenti, prodotti chimici, carburanti o altri materiali, saranno adottate le seguenti misure:
____
Materiali assorbenti disponibili:
____Ubicazione del materiale di emergenza:
____Modalità di isolamento dell’area:
____Modalità di raccolta del materiale contaminato:
____Soggetto da informare in caso di evento:
____Numeri telefonici di emergenza:
____—
22. SICUREZZA DEGLI OPERATORI E DEGLI UTENTI
L’organizzazione dell’attività dovrà garantire l’adozione delle misure di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento ai rischi derivanti da:
- presenza e movimentazione dei veicoli;
- utilizzo di apparecchiature elettriche;
- utilizzo di acqua in pressione;
- contatto con detergenti e prodotti chimici;
- scivolamento su superfici bagnate;
- rumore;
- movimentazione manuale dei carichi;
- uso di compressori e apparecchiature meccaniche;
- presenza di impianti e locali tecnici;
- eventuali operazioni di manutenzione.
Documento di valutazione dei rischi:
____Datore di lavoro:
____Responsabile del servizio di prevenzione e protezione:
____Medico competente, ove previsto:
____Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:
____Formazione e informazione del personale:
____Dispositivi di protezione individuale previsti:
____Segnaletica di sicurezza presente:
____Procedure per l’accesso degli utenti alle aree operative:
____Procedure per la gestione delle emergenze:
____—
23. PREVENZIONE INCENDI
Presenza di attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi:
____Attività individuata ai sensi della normativa vigente:
____Valutazione del rischio incendio:
____Presidi antincendio installati:
____Numero e tipologia degli estintori:
____Impianto di rilevazione o allarme incendio:
____Impianto di illuminazione di emergenza:
____Vie di esodo:
____Piano di emergenza:
____Certificato o segnalazione certificata di agibilità antincendio:
____Numero e data del titolo antincendio:
____Ditta incaricata della manutenzione dei presidi antincendio:
____—
24. IMPIANTI ELETTRICI E MESSA A TERRA
Ditta installatrice degli impianti:
____Dichiarazione di conformità degli impianti:
____Numero e data della dichiarazione:
____Impianto di messa a terra presente:
____Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche:
____Verifiche periodiche effettuate:
____Data dell’ultima verifica:
____Soggetto incaricato delle verifiche:
____—
25. MANUTENZIONE E CONTROLLI
Piano di manutenzione ordinaria degli impianti:
____Piano di manutenzione straordinaria:
____Controlli sulle pompe e sulle apparecchiature di lavaggio:
____Controlli sui sistemi di trattamento delle acque:
____Controlli sui pozzetti, griglie e caditoie:
____Controlli sui serbatoi e sui contenitori dei prodotti chimici:
____Registrazione degli interventi di manutenzione:
____Soggetto responsabile dei controlli:
____—
26. ASPETTI IGIENICO-SANITARI
Presenza di locali destinati al personale:
____Presenza di servizi igienici:
____Modalità di approvvigionamento dell’acqua destinata agli usi igienici:
____Modalità di pulizia e sanificazione degli ambienti:
____Gestione dei prodotti utilizzati per la pulizia:
____Eventuali attività soggette a specifici requisiti igienico-sanitari:
____Titoli o comunicazioni sanitarie eventualmente necessari:
____—
27. ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E AUTORIZZATIVI
Per l’esercizio dell’attività risultano o potranno risultare necessari i seguenti adempimenti:
[ ] segnalazione certificata di inizio attività;
[ ] comunicazione o autorizzazione allo scarico;
[ ] autorizzazione o comunicazione in materia di emissioni;
[ ] valutazione di impatto acustico;
[ ] titolo edilizio;
[ ] agibilità dei locali o dell’area;
[ ] prevenzione incendi;
[ ] autorizzazione al prelievo idrico;
[ ] iscrizione o adempimenti relativi alla gestione dei rifiuti;
[ ] autorizzazione all’installazione di insegne o mezzi pubblicitari;
[ ] autorizzazione per occupazione di suolo pubblico;
[ ] altra autorizzazione: __
Stato degli adempimenti:
____Eventuali prescrizioni impartite dagli enti competenti:
____Modalità di ottemperanza alle prescrizioni:
____—
28. MISURE DI MITIGAZIONE E DI TUTELA AMBIENTALE
Per ridurre gli impatti connessi all’esercizio dell’attività saranno adottate le seguenti misure:
- utilizzo razionale dell’acqua;
- eventuale recupero e riutilizzo delle acque di processo;
- manutenzione periodica degli impianti;
- uso di prodotti conformi alla normativa vigente;
- corretta gestione dei prodotti chimici;
- separazione e corretta gestione dei rifiuti;
- prevenzione degli sversamenti;
- separazione delle acque meteoriche dalle acque di processo;
- contenimento delle emissioni sonore;
- informazione e formazione del personale;
- mantenimento in efficienza delle pavimentazioni e dei sistemi di raccolta.
Ulteriori misure specifiche:
____—
29. ALLEGATI TECNICI
Alla presente relazione potranno essere allegati i seguenti documenti:
[ ] estratto catastale;
[ ] planimetria generale dell’area;
[ ] planimetria degli spazi interni ed esterni;
[ ] schema del ciclo produttivo;
[ ] schema della rete idrica;
[ ] schema della rete fognaria;
[ ] schema del sistema di trattamento delle acque;
[ ] schede tecniche degli impianti;
[ ] schede di sicurezza dei prodotti chimici;
[ ] autorizzazione allo scarico;
[ ] valutazione di impatto acustico;
[ ] documentazione antincendio;
[ ] dichiarazioni di conformità degli impianti;
[ ] piano di manutenzione;
[ ] documentazione relativa alla gestione dei rifiuti;
[ ] documentazione fotografica;
[ ] titolo edilizio;
[ ] altro: __
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30. DICHIARAZIONI
Il/La sottoscritto/a:
Nome e cognome:
____in qualità di:
____dichiara, per quanto di propria competenza, che le informazioni contenute nella presente relazione corrispondono all’organizzazione prevista per l’attività e che gli impianti, le attrezzature e le modalità operative saranno mantenuti conformi alle disposizioni applicabili.
Dichiara inoltre che:
- l’attività sarà esercitata esclusivamente negli spazi e secondo le modalità descritte;
- le acque di processo saranno raccolte e gestite secondo quanto indicato nella presente relazione;
- i prodotti chimici saranno conservati e utilizzati nel rispetto delle relative schede di sicurezza;
- i rifiuti saranno raccolti, depositati e conferiti a soggetti autorizzati;
- gli impianti saranno sottoposti a manutenzione e controllo periodico;
- saranno adottate le misure necessarie per la tutela degli operatori, degli utenti e dell’ambiente;
- eventuali modifiche sostanziali al ciclo produttivo, agli impianti, alle quantità utilizzate o alle modalità di scarico saranno oggetto di preventiva verifica e, ove necessario, di aggiornamento della documentazione autorizzativa;
- saranno conservati presso la sede dell’attività i documenti tecnici, autorizzativi e manutentivi previsti dalla normativa vigente.
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31. CONCLUSIONI
Alla luce delle informazioni riportate, l’attività di autolavaggio sarà organizzata secondo il ciclo produttivo e le modalità tecnico-operative descritte nella presente relazione.
Le operazioni previste riguarderanno principalmente il lavaggio, il risciacquo, l’asciugatura e la pulizia dei veicoli, con utilizzo di acqua, energia elettrica, detergenti e prodotti specifici.
La gestione delle acque reflue, dei prodotti chimici, dei rifiuti, delle emissioni sonore e degli impianti sarà effettuata secondo le modalità indicate e nel rispetto dei titoli autorizzativi, delle prescrizioni degli enti competenti e della normativa applicabile.
Eventuali condizioni, prescrizioni o integrazioni specifiche:
________
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32. LUOGO, DATA E FIRME
Luogo:
____Data:
____Il titolare / legale rappresentante
Nome e cognome:
____Firma:
____
Il tecnico incaricato
Nome e cognome:
____Qualifica professionale:
____Firma e timbro: